Andrea ci ha lasciato

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Pubblichiamo di seguito il comunicato del Direttivo del Circolo Agorà e un pensiero per Andrea scritto da Cristina Viani che lei stessa ha  letto durante il funerale, oggi pomeriggio (29 ottobre 2009) e che ci sentiamo di condividere.

La foto qua sopra l'ho scattata io, Ilaria, il primo giugno del 2008, una bellissima giornata che passammo tutti insieme a casa di Antonella. Sereni.  La malattia si è manifestata pochi mesi dopo, ad ottobre. E in un anno, solo un anno, se l'è portato via.

 


Andrea Fisoni ci ha lasciato

Dopo una lunga malattia e intense cure che avevano dato a lui ed a tutti noi speranze di una sua guarigione, purtroppo Andrea non ce l’ha fatta. Questa notte ci ha lasciato.

Parlare di Andrea significa parlare di un pezzo della nostra storia, fatta di tanti come lui, affacciatosi alla politica nella seconda metà degli ’70 del secolo scorso, quando un movimento popolare impetuoso e straordinario metteva in discussione, nella vita reale del paese e della nostra città, un ordine costituito sulla violenza, la sopraffazione e lo sfruttamento. Ieri come oggi.
Andrea non si è mai arreso di fronte alla protervia del potere, mantenendo una coerenza fuori dal comune se paragonata alla conversione, al silenzio ed alla rassegnazione di tanti. Sempre presente nei cortei studenteschi, nelle assemblee, nelle riunioni affollate, di fronte a fabbriche e scuole occupate, nelle lotte e nei momenti di festa.

La sua inquietudine, la sua curiosità lo hanno portato ad indagare le mille sfaccettature della solidarietà vera, delle culture alternative, del dibattito interno al variegato mondo dell’opposizione sociale e politica presente nel paese.

Questo è stato il suo essere comunista, per tutta la sua intensa vita.

Del circolo agorà era socio e militante, compatibilmente con i suoi tempi ed i suoi tanti interessi, coincidenti con lo spirito e l’attività che da sempre portiamo avanti. Negli ultimi anni era impegnato nel coro popolare del circolo, con un entusiasmo tale che lo ha portato a seguire le lezioni anche durante la malattia, sino a poche settimane fa.

Ci mancherà il tuo sorriso sornione, la tua costante voglia di condividere e partecipare, la tua curiosità ed il tuo spirito libero.

Ciao Andrea, che la terra ti sia lieve.

Il Direttivo del circolo agorà

 

 


Di andrea in fondo noi /io sapevamo poco. Non gli piaceva parlare di sé. Cantava nel coro, con entusiasmo, passione, intonazione e molto amore.

Cantando si illuminava e socchiudeva gli occhi, sorridendo. Era uno dei fedelissimi, insieme alle zie.  Lui sa chi sono.

 

Andrea l'ho visto consumarsi, in ospedale,in quel letto bianco, lui quasi più bianco di quel letto.

E facendo fatica a trovare la saliva, Andrea si sforzava ancora di sorridere. E sognava, sperava, lanciando il cuore e l'anima al di là della sua malattia e del suo corpo esausto.

Oggi mi vergogno un poco di non poter offrire ad Andrea che queste poche righe e non un canto, come credo che a lui sarebbe piaciuto, il canto che ci ha fatti trovare e ci ha in qualche modo, anche profondo, uniti.

 

Andrea, bello e diritto in quel ventoso 25 aprile,

Andrea, la riservatezza,

andrea, dai monti sarzana

andrea, che ti volti a guardarla e ti  commuovi

andrea ,la tua timidezza, il tuo pudore

andrea gentile e lento, e lento, e gentile

andrea che sembravi un bambino a volte, e ti avrei voluto consolare, ma era difficile

andrea che per pensare facevi una sospensione e strizzavi gli occhi

andrea gli stornelli socialisti di Pietro Gori

Andrea che ti piaceva tutto quello che si cantava perchè era cuore, e sogni e corpo e voce e  legame

andrea, l' R 60, le Reggiane, la nostra canzone, all'erta compagni

andrea ,la tua solitudine e la tua dignità

andrea la tua mansuetudine e la tua cocciutaggine

andrea la tua dolcezza, la tua forza, la tua grande capacità di soffrire e di lottare.

Andrea il tuo sorriso. Alti e bassi, Andrea.

Andrea. Dolce compagno Andrea.

 

ti saluto con le lacrime agli occhi e il  pugno chiuso nel cuore.

 

Adelante companero

che la terra ti sia lieve.